Mi capita raramente di non avere niente da dire, ma l’esperienza che ho fatto la settimana scorsa mi ha lasciata davvero senza parole.

Un vigneto fuori Roma, situato sul ramo orientale del Lazio, vicino all’Umbria, così particolare e straordinario, e così ricco di magia e poesia, che è  difficile da descrivere.

Noemia e Paolo d’Amico sono i creatori di questo vigneto “concettuale” che ovunque ti volti è una festa per gli occhi, e alla fine ti premia anche con vini squisiti.

paolo e noemi d'amicoEntri e ti ritrovi subito in un curatissimo giardino ornato da una eclettica collezione  di sculture. Da lì ti inoltri su una passerella coperta di tralicci che, fiancheggiata su entrambi i lati da specchi d’acqua,  ti conduce verso una sorridente cameriera che ti offre succo di mirtillo ghiacciato e dissetante acqua fresca.Ti volti a destra e vedi un ampio prato attrezzato con candidi ombrelloni bianchi abbinati a divani super imbottiti che si affacciano su una cresta di montagna che sembra la Grande Muraglia cinese in miniatura. E non scherzo! Poi, a seguireuna visita della casa, in affitto, con le sue sei camere da letto ( i salotti ho smesso di contarli dopo il terzo), i camini accesi e le candele sparse ovunque.

paolo e noemi d'amico vigneti

Visite facoltative comprendevano la piscina coperta, il bagno turco, la sauna e la palestra. Oltre alla Spa e al salone di bellezza, con i servizi su richiesta.

E poi, ecco che arriva la cantina vera e propria, il motivo principale della mia visita. Uno scintillante corridoio piastrellato, abbracciato sui due lati da botti in quercia e ferro e coperto da tappeti di fabbricazione locale, ti conduce a un’accogliente biblioteca ubicata su due livelli. Qui mi sono subito immaginata accoccolata su una delle morbide e avvolgenti poltrone con un bicchiere di vino in una mano e con, o  senza, un libro nell’altra. Poi ancora candele e luci soffuse ovunque, e la voce di Maria Callas che ti raggiunge in ogni angolo.

Ma tutto ciò non è che la premessa al vero e proprio assaggio dei vini, che avviene in un’altra stanza ancora, e a lume di candela. Inoltre, quel giorno, io e il mio amico eravamo gli unici degustatori presenti. Dire che i vini  che ho assaggiato, due bianchi ( entrambi Chardonnay) e due rossi ( un Pinot Noir e un Cabernet Franc), erano eccellenti, è dire poco.

Mentre ce ne andavamo, la nostra incantevole accompagnatrice, Pilar, ci ha segnalato dei rosai rossi posti alla fine di ciascuna fila di vini: un tempo preziosi segnalatori di una malattia distruttiva per le viti, oggi vengono utilizzati solo in omaggio al ruolo cruciale che svolgevano un tempo. Di sicuro i vinificatori e gli appassionati di vini  conoscono bene  questa tradizione, ma io non ne sapevo assolutamente nulla.

Per me quei rosai non erano che la perfetta nota di grazia finale  di un  indimenticabile  pomeriggio trascorso tra le colline del Lazio.

Se volete, potete visitare il sito web http://paoloenoemidamico.it/ per un tour virtuale, anche se l’esperienza fatta di persona non ha confronti. Buon viaggio!

Per un assaggio virtuale del premiato Pinot Noir di questo vigneto, guardate l’11°episodio  di “The Wine Show” della BBC sul sito http://thewineshow.com/uk/.